FARO SEMPRE ACCESO SU VILLA BORGHESE
Dobbiamo ammetterlo, Italia Nostra Roma a volte è un po’ lenta nell’intervento. Non reagiamo d’impulso, cerchiamo prima di capire, di acquisire documentazione, di cercare un dialogo con le istituzioni, ma sulla vicenda di Villa Borghese siamo scattati come una molla e siamo usciti per primi, appena appreso quel che stava succedendo.
La direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti, nominata dall’ex Ministro Franceschini, ha deciso di ampliare gli spazi della Galleria con la costruzione di un nuovo edificio contermine di 3.000 mq. Il Comune, essendo in capo a lui l’area del parco, ha approvato una Memoria di Giunta nella quale dà mandato alla Sovrintendenza capitolina di partecipare alle procedure amministrative e tecniche e supportare le iniziative affinché siano coerenti con la valorizzazione del sistema monumentale ed ambientale. L’Assessore alla cultura Smeriglio ha voluto “rassicurare” i cittadini con un “vigileremo”. Attenderemo ulteriori precisazioni convinti comunque che nulla di nuovo possa essere costruito in questo compendio unico d’Arte e di Paesaggio, soggetto ad una ferrea disciplina determinata dalle disposizioni del Piano Paesaggistico, del Piano Regolatore, degli interessi storici artistici e culturali sottoposti al Codice dei Beni Culturali, non ultima quella del riconoscimento dell’UNESCO.
La Villa fu “donata” dal Parlamento ai cittadini romani ed è un pubblico giardino comunale gravato da una servitù per pubblica utilità e nulla è edificabile all’interno dei suoi confini, pena il ritorno allo Stato. Questo diritto inviolabile è contenuto nelle leggi che permisero allo Stato Italiano di acquistare nel 1901 i beni della famiglia Borghese, consistenti nel ben noto grande Parco fino al Pincio e compreso l’edificio che ospita la collezione d’arte. Il Comune non è quindi nelle condizioni di disporre alcunché, perché la Villa appartiene ai romani.
La trasformazione della Villa, anche per la semplice edificazione di volumi a servizio della Galleria, costituirebbe un grave impoverimento del sistema univoco e chiuso di architettura, giardino, sculture antiche e moderne in esso distribuite, quadreria e sculture esposte nella Galleria. La sua straordinaria condizione è infatti determinata dal concetto originale di “Teatro dell’Universo”.
Tutto questo patrimonio d’arte, di storia, di cultura e natura si compenetra in una reciprocità non alterabile. Se il pretesto è la volontà di esporre le opere custodite nei depositi, ricordiamo che tutti i musei hanno depositi e quelli della Borghese sono spazi fruibili per gli studiosi e sistemati affinché anche i visitatori possano accedervi nei modi ovviamente opportunamente regolati.
L’intento, dichiarato in conferenza stampa dai promotori, è infatti la sua trasformazione nell’ennesimo “hub culturale” con sala conferenze, auditorium, spazi per mostre temporanee, ristorante, store e quant’altro. Ciò che sfugge è che Villa Borghese non è un mero "contenitore", non è un MAXXI qualsiasi da ampliare a piacimento. È l’archetipo stesso della villa all'italiana e la Galleria non può essere assimilata ai grandi musei. La misurata dimensione appartiene a quella identità culturale nata nell’età della Roma Barocca e dalla rivalità celebrata tra collezionisti e committenti. I quadri e le sculture danno luogo ad un contesto irripetibile, inamovibile e non trasformabile. Le dimensioni degli spazi e delle collezioni coincidono pienamente con il Valore culturale.
Pur riconoscendo le difficoltà organizzative delle limitazioni all’accesso della Galleria ed alla visitabilità della sua collezione, non possiamo accettare che tale valore venga limitato al semplice interesse commerciale legato al mercato turistico dell’economia museale.
Ma c’è di più, l’operazione Villa Borghese introduce una preoccupante novità nella gestione del patrimonio culturale romano, quello del concorso privato sui beni pubblici. A dettare obiettivi, tempi e regole della riprogettazione di uno dei musei più prestigiosi al mondo, situato in una Villa storica dal valore inestimabile, non è il Sindaco di Roma ma l’amministrazione di una società di costruzioni: Proger spa, che ha nominato al vertice del suo nuovo ramo d’azienda “Art&Culture - creato proprio per ampliare il suo raggio d’azione al settore museale - l’ex sindaco, nonché ex ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, il quale ha presentato alla stampa il bando per il concorso internazionale di idee per l’ampliamento della Galleria Borghese. La sua figura serve ad alimentare la macchina del consenso, già in moto, e infatti ha parlato di "dono" che non si può rifiutare (arriveranno capitali arabi o emiratini?), citando il Victoria & Albert Museum East Storehouse di Londra, ma omettendo di dire che sia posto in zona periferica, ben lontano dalla sede storica del museo. Non sempre la stampa è stata obiettiva nel giudizio e c’è chi fraintende e confonde il principio della valorizzazione come una semplice operazione di investimento di capitale. Bisognerà ricordare che il miglior investimento economico è quello della “partecipazione alla cultura” nel senso più vasto della società. L’ulteriore crescita del sistema nella unica vocazione di città d’arte – com’è stato più volte segnalato dagli analisti - è un grave rischio per il benessere diffuso.
La Galleria è nell’impossibilità di accogliere moltitudini ma le istituzioni hanno comunque il dovere di garantire la tutela delle sue forti caratterizzazioni storiche che sono inviolabili. Varie soluzioni ai problemi lamentati sarebbero presenti nei volumi edilizi già esistenti nella villa.
La notizia di voler mettere mano alla Galleria Borghese ed alla Villa ha per fortuna suscitato scalpore nella cittadinanza. Italia Nostra è stata affiancata dall’associazione Bianchi Bandinelli e dall’Associazione Amici di Villa Borghese. È stata organizzata, presso la sede dell’associazione stampa romana, una conferenza dove si è chiesto il ritiro del Bando di Gara, denunziando l’alterazione del Bene o la sua illegittima cessione d’uso e diritto a soggetti diversi, anche se delegati, quali: fondazioni, società, sponsor di costruzioni e associazioni e quant’altro.
La registrazione della conferenza stampa è disponibile sul canale YouTube della Sezione.
