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Sezione di Roma

IN MEMORIA DEL PROF. ING. PAOLO LEONI. UN MAESTRO DELL'INGEGNERIA DEI TRASPORTI, DEL RIGORE TECNICO E DELLA VISIONE URBANA SOSTENIBILE

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Vita associativa · Mercoledì 04 Feb 2026 · Tempo di lettura 3:15
Italia Nostra ricorda con profonda stima e commozione il "suo" Prof. Ing. Paolo Leoni, figura autorevole nel campo dell’ingegneria dei trasporti, docente appassionato, tecnico di grande rigore e soprattutto uomo di visione e coerenza. Le sue idee, il suo pensiero critico e il suo approccio sistemico rappresentano oggi un patrimonio da custodire e trasmettere, in un tempo in cui la progettazione infrastrutturale sembra spesso piegata a logiche estemporanee, slegate dalla conoscenza e dal contesto.

Tra tutte le sue attività di Professore e di ingegnere anche di ITALIA NOSTRA, Leoni fu tra i promotori, insieme a un gruppo di ingegneri dell’Ordine di Roma  di un’idea di "Piano del Ferro" che non si limitava alla sola infrastruttura, ma mirava a trasformare la struttura urbana della Capitale. Il presupposto era chiaro: non si governa la mobilità urbana costruendo solo nuove linee scollegate tra loro, se prima non si integrano e migliorano quelle esistenti, mettendo al centro la rete ferroviaria metropolitana e regionale. Quel Gruppo di Lavoro propose, l'idea di un passante ferroviario (Lido-Nord) da Porta S. Paolo ad Acqua Acetosa, integrata con metro C da una tratta che, da Amba Aradam, verso metro B Circo Massimo, si interconnettesse poi al passante con l’obiettivo di unificare la Linea C alla Roma-Lido e alla Roma-Nord, ricreando – in chiave moderna – un sistema simile alla prima metropolitana del mondo: quella di Londra del 1863. Un’idea che, pur visionaria, non era utopica: era basata sull’analisi della rete, delle esigenze urbane e del comportamento degli utenti. E altrettanto in quel Piano del Ferro si propose la creazione di una linea a forma di cuore, capace con la chiusura dell'anello Ferroviario di Roma di collegare Termini Est a Termini Ovest, intercettando tutte le linee regionali del Lazio e trasformando Termini da stazione di testa in hub policentrico. Non era solo ingegneria del ferro, era, come dopo scrivemmo urbanistica inversa: ossia partire dalla mobilità per guidare lo sviluppo urbano, evitando la dispersione insediativa e il consumo di suolo.

Il Ponte sullo Stretto: la coerenza del dubbio
Il Prof. Leoni fu anche una voce critica autorevole contro il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La sua opposizione non fu mai ideologica, ma fondata su solide motivazioni tecnico-ingegneristiche. Ricordava come le pressioni per evitare l'impatto ambientale dei piloni in mare avessero spinto verso una campata unica lunghissima, collocata in una delle aree più sismiche e ventose del Mediterraneo. La sua posizione era chiara: “Se già ci sono dubbi a costruire con i piloni in mare, figuriamoci senza”.
 
Per lui, sostenibilità voleva dire anche sicurezza, efficienza e buon senso tecnico. Credeva che un progetto davvero pubblico dovesse rispondere prima di tutto alla prova della razionalità, e che il dovere dell’ingegnere fosse quello di dire no quando serve, anche a costo di essere impopolare.
 
Italia Nostra onora la memoria di Paolo Leoni non solo per ciò che ha fatto, ma per ciò che ha pensato, scritto e insegnato. La sua eredità è oggi più che mai necessaria, in una stagione in cui le scelte infrastrutturali sembrano spesso dettate da logiche comunicative più che da analisi tecniche. La sua voce ci manca, ma i suoi insegnamenti rimangono come guida. Per finire con la leggiadra profondità del suo pensiero “Chi va, torna” - diceva Paolo e aggiungeva con ironia: - "solo per ultimo esiste il viaggio dispari...che sfugge ai Pianificatori!"

Resta però il tracciato che ci hai lasciato: chiaro, solido, orientato alla responsabilità e al bene comune.


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