INCIDENTE AL COLOSSEO. NON SIA TACITATO IL SUO VALORE SIMBOLICO
Pubblicato in Comunicati Stampa · Venerdì 25 Set 2026 · 3 minuti
Italia Nostra Roma auspica un nuovo modello di gestione dei Beni Culturali e si appella alle istituzioni preposte alla tutela per una riflessione collettiva sul significato dei monumenti
Al dolore per la morte di un
ragazzo giovanissimo deve seguire un’analisi razionale sulla gestione e sugli
interventi nei monumenti.
A meno di un anno dalla morte di
Octay Stroici, operaio rimasto sepolto dalle macerie del crollo della Torre dei
Conti, presente nell’area dei Fori dall’858 d. C., i simboli della Roma
monumentale uccidono ancora. Andrea Morelli lavorava al Colosseo, appeso nel
vuoto di notte, perché di giorno la gallina dalle uova d’oro non si riposa mai.
Il PNRR è stato il volano per
introdurre un nuovo modello nel sistema appalti, ormai geneticamente modificato
nel modo e uso della cantieristica, e gli incidenti crescono in funzione
dell’efficientismo della tempistica.
Anche il monumento viene trattato
alla stregua di una qualunque infrastruttura e il risultato di missione
economica e di target commerciale è più importante delle modalità e finalità
dell’opera. Ma il monumento attiene alla dimensione umana e il suo restauro
dovrebbe rientrare in una specifica normativa. In questa fretta si nasconde
invece l'idea del monumento la cui precipua finalità è la resa economica:
l’antitesi dell’umanesimo che risiede nella visita dei monumenti in
tranquillità e meditazione.
Comprendiamo bene il motivo per
cui il benemerito Ministero dei Beni Culturali nel 2021 ha cambiato nome
diventando Ministero della cultura (con la c minuscola), i monumenti non sono
più “Beni” da tutelare per essere consegnati alle generazioni future ma quinte
per selfie.
La Torre dei Conti era stata
svuotata all’interno per essere trasformata in giocattolo per turisti con tanto
di caffetteria panoramica, mentre il Colosseo assomiglia sempre più ad una
scenografia cinematografica.
Questa febbre dello sfruttamento
spregiudicato, a tutti i costi dei luoghi più significativi dell’area centrale,
che negli ultimi anni sta sfigurando Roma, deve finire.
Deve continuare ad esistere un
senso di “morale sociale” da salvare per la quale i Monumenti sono veicoli di
contenuti non semplicemente funzionali. Appartengono ad un senso elevato della
cultura condivisa e sono l’immagine del paese agli “altri”!
La morte di un ragazzo di 22 anni
avvenuta nel luogo più simbolico d’Italia, deve richiamare le istituzioni ad
una riflessione più profonda sulla questione dei Beni Culturali e non essere
liquidata nel semplicismo e fatale “statistica”.
Italia Nostra Roma CHIEDE con
forza che si continui a parlare di questo tragico incidente e che non sia
tacitato affinché non venga messa in crisi l’immagine istituzionale.
Interveniamo volutamente con una
distanza temporale dall’accaduto perché dall’emozione si passi all’analisi. Ora
è il momento di cambiare rotta.
