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Sezione di Roma

LA SCOMPARSA DI LORENZO QUILICI: IL CORDOGLIO E IL RICORDO DI ITALIA NOSTRA ROMA

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Comunicati Stampa · Domenica 16 Ago 2026 · Tempo di lettura 3 minuti
Tags: LeonardoQuilici
Foto Parco Archeologico Appia Antica

Il professore Lorenzo Quilici è stato vice Presidente della Sezione di Roma negli anni 70.
Ha scritto tra l'altro per la Sezione dei libri didattici e divulgativi sulle antiche consolari romane e sulle sopraffazioni subite nella forsennata espansione edilizia e urbanistica del dopoguerra.

“Lo ricordo bene nei direttivi dialogare amabilmente con Antonio Cederna anch’egli archeologo, sottolinea Oreste Rutigliano, Presidente della Sezione. Come lui aveva una visione nella quale lo scavo archeologico, i monumenti emergenti nel territorio e nel suburbio dovevano assolutamente colloquiare con la modernità da una posizione di assoluta superiore considerazione. In modo tale da non mai soccombere o essere umiliati da strade, edilizia, cemento, opere invasive”.
 
La sua, la nostra concezione fu sempre quella che le testimonianze archeologiche dovessero imprimere al contesto moderno la luce del valore culturale e immaginifico che viene dal passato. Mediante un agire urbanistico capace di porre gli antichi monumenti al centro dell'attenzione e creatori di una identità nella quale tutti i cittadini potessero riconoscersi.

Un pensiero nuovo e complesso da affermare ma che nel caso della Appia Antica seppe fare scuola imponendosi anche alle forze politiche di allora e replicandosi nei Parchi Regionali urbani di VEIO, Aguzzano, etc. e nell'agire della Soprintendenza guidata da Adriano La Regina a cominciare dal complesso di Gabi, Centocelle, Malborghetto etc.

La collaborazione e il dialogo con Lorenzo Quilici continuarono sempre. “Ricordo come nei primi anni 90 ci ritrovammo insieme Lui, Antonio Cederna ed io a camminare insieme, per concessione di ADR, sopra i 900 metri grandiosi ed intatti nei loro parallelepipedi di travertino sul molo del Porto di Claudio”, dichiara ancora Oreste Rutigliano.
“Interessati ancora una volta ad approcciare con identica visione urbanistica e paesaggistica la riunificazione dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano”.
 
Nulla da allora si avverò ma il messaggio di Cederna e Quilici continua a vivere in attesa di un tempo in cui il loro pensiero tornerà a giganteggiare in questa Italia in declino capace di vedere nel Patrimonio ancora e di nuovo un ostacolo anziché un lievito di grandezza e di vero progresso.

Lo consultammo spesso ed anche per la mostra del 1969 sull’Agro Tiburtino Prenestino, nato dalla lettura del suo libretto "La via Prenestina".
 
Il Consigliere Emilio Giacomi ricorda a sua volta che Lorenzo Quilici è stato il precursore della Carta dell'Agro romano e che, negli anni 60, giovane archeologo, percorreva con la bicicletta la Campagna romana, registrando e fotografando i beni archeologici presenti, prima che venissero distrutti dal cemento che dilagava in ogni direzione.
 
Lorenzo Quilici fu redattore negli anni 60 del secolo scorso della Carta dei beni archeologici e storici dell'INU-CNR, nella quale vennero registrati ben 1.700 beni che costituì poi la base per la successiva redazione della Carta dell’Agro romano, curata da Espedito Tempesta (6.000 beni di ogni epoca storica registrati).
 
Italia Nostra Roma lo vuole così ricordare come uno dei grandi uomini che hanno attraversato il 900 dettando regole di civiltà, di rispetto e di Cultura verso Roma e verso l'Italia tutta.


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