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Sezione di Roma

LETTERA APERTA AL MINISTRO ALESSANDRO GIULI PER UNA VARIANTE COSTRUTTIVA DELLE ARCHEO STAZIONI CHIESA NUOVA E CASTEL SANT’ANGELO

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Lettere aperte · Mercoledì 17 Giu 2026 · Tempo di lettura 6 minuti
Tags: StazioneChiesaNuova
Egregio Sig. Ministro,
Il 30 aprile, sono stati montati in Piazza della Chiesa Nuova, enormi Silos, per lo stoccaggio e la gestione dei fanghi bentonitici da utilizzare durante la realizzazione dei diaframmi, ovvero le pareti perimetrali sotterranee della stazione, già ben noti in quanto presenti in modo invasivo nella storica Piazza Venezia, interessata da uno scavo profondo ben 84 metri preludio di una “faraonica” Archeo Stazione (Filippo Coarelli, Conferenza stampa di Italia Nostra del 14 agosto 2024, su Roma e l’’Archeologia tradita”: “siamo nel centro anche di Roma antica e lì si concentra tutta una parte degli edifici del Campo Marzio di grandissimo interesse, che verranno smontati e ricostruiti ad altro livello, è il caso di dire se questa opera faraonica è proprio indispensabile.”)[1].
 
 Questi Silos sono certamente strutture temporanee, che avranno però una lunga durata, finalizzata, nella prima fase, alla realizzazione dello scavo archeologico a cielo aperto, come a Piazza Venezia, di Piazza della Chiesa Nuova, dalle dimensioni abnormi di 66 m. di lunghezza e 33 m. di larghezza, per tutta l’ampiezza della Piazza e della carreggiata, profondo almeno una decina di metri, mentre i pali di sostegno e le paratie saranno profonde 42 metri. Analoga l’Archeo stazione Castel Sant'Angelo, ubicata all’interno del fossato, - la Piazza d’Armi - con una pianta rettangolare di dimensioni massime di 84 m. di lunghezza x 28 m. di larghezza e profondità di scavo di circa 44 m. da p.c., mentre le uscite saranno sul Lungotevere, Piazza San Giovanni XXIII. Una vasta area del Parco della Mole Adriana, oltre il Passetto, sarà poi dedicata alla logistica del cantiere, già interessata da lavori di restauro con fondi giubilari.

Lo scavo archeologico a cielo aperto rappresenta la prima fase di attuazione delle Archeo stazioni. La modalità dello scavo e realizzazione con metodologia “top and down”, di una “scatola di cemento armato” è autorizzata dalla Soprintendenza statale, e costituisce la struttura architettonico-ingegneristica delle Archeo stazioni, volta a “valorizzare” e “a tutelare” quanto dovesse emergere delle strutture o dei palinsesti archeologici. (Seduta del Comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici del 21 febbraio 2008 del Ministero dei beni culturali).

Filippo Coarelli nella Conferenza stampa, citata, afferma tuttavia: “si smonta e si ricostruisce. In questo caso sarebbe meglio seppellire, non ha senso spostare un edificio: questa è l’archeologia di Munoz… Questo significa fabbricare dei falsi…” Questa opinione del più eminente degli archeologi crediamo debba porre più di un dubbio sull’effettiva utilità di queste strutture ai fini della “valorizzazione e tutela” archeologica, dubbio che le sottoponiamo con questa nostra lettera aperta.
 
Alla luce di quanto sopra riteniamo che la Soprintendenza statale con competenza mista potrebbe individuare soluzioni alternative per l’archeologia “preventiva”, alla base della scelta in oggetto, che tengano conto anche dell’impatto sul contesto urbanistico e culturale e dell’ecosistema nel suo insieme.
L’estensione infatti  anche alle Stazioni del Centro storico della Tratta T2, del “modello” San Giovanni, dove la variante fu ampiamente giustificata dalla possibilità del mantenimento “in situ” dei palinsesti archeologici rinvenuti, allora prontamente accolta dall'amministratore delegato di Metro C, che vide nell'auspicio di stazioni “culturalmente stimolanti”, la possibilità’ di un abbellimento molto proficuo dal punto di vista economico-progettuale, non può adattarsi sistematicamente a TUTTE le nuove stazioni, a prescindere dai diversi contesti e dalle effettive consistenze archeologiche.

Occorre rinunciare alla realizzazione a priori di mega stazioni faraoniche, realizzate a scapito del territorio, del suo ecosistema idrogeologico, dei beni culturali, ambientali e di una vera e rigorosa tutela dei beni archeologici. Le ARCHEO STAZIONI sono alla fine del tutto contrastanti con la moderna cultura dello scavo e della conservazione dei beni e a maggior ragione di monumenti unitari che vengano scoperti, e ci sorprende come l'intera struttura di vigilanza, non mostri contrarietà con tutti i mezzi che ha a disposizione, tanto più quando ciò non intralcia le stazioni, ma asseconda mode e suggestioni.

Rivolgiamo dunque a Lei, signor Ministro, porgendo i nostri migliori saluti, questo appello, in forma di lettera aperta, perché sia rispettata la tutela del Parco della Mole Adriana e di Piazza della Chiesa Nuova, di cui si chiede la conservazione dell’integrità paesaggistico-culturale, in quanto siti UNESCO - la cui tutela paesistica, garantita a tutti gli altri centri storici dal Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, risulta purtroppo ancora omessa - e soggetti a vincolo monumentale diretto, integrità possibile unicamente mediante una variante costruttiva delle due Stazioni, che ne limiti l’impatto ambientale, architettonico, culturale e sociale, ridimensionandole e adattandole alla sola funzionalità del trasporto pubblico.

La variante richiesta avrebbe l’effetto di ridurre i costi, eccessivi dal punto di vista del ritorno economico funzionale, di salvaguardare un patrimonio arboreo del Centro storico, che sarebbe invece perduto irrimediabilmente, lasciando il posto a isole di calore con gravi danni alla salute psicofisica dei cittadini romani e non solo, di dimezzare infine i tempi di attuazione, insostenibili sia per l’impossibile fruizione socioculturale di spazi pubblici di pregio ambientale, che per la vivibilità in senso generale del Centro Storico di Roma, con il vantaggio di cantieri chiusi nel previsto anno giubilare 2033.

Cordialmente,

Associazione Italia Nostra Sez. Roma
Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
Associazione culturale RinascimentiAmo, un futuro per il passato
Associazione Restituit Ets
Associazione Centro Storico per la mobilità
Associazione Rione Ponte e dintorni
Assoutenti Lazio Aps
Club Montevecchio
Comitato Moretta
Comitato di quartiere Rinascimento (Rioni Ponte, Parione e Regola)
Salviamo il paesaggio Coordinamento Roma e Lazio


 
[1] Filippo Coarelli, nella Conferenza stampa di Italia Nostra del 14 agosto 2024, “Roma e l’’Archeologia tradita”. Canale You tube Italia Nostra Nazionale.
 
 
 


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