ANCORA SULLA TORRE DEI CONTI
Foto Di IlMarcheseDelGrillo - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=144205833
A quasi un mese dal grave crollo della Torre medievale, dovrebbe finalmente essere iniziata la fase di avvio della sua messa in sicurezza, attraverso una convenzione firmata tre le soprintendenze e i vigili del fuoco. Nel frattempo le piogge mettono a rischio la sua esistenza.
Italia Nostra Roma non ha fatto mancare la sua voce, ripresa da diverse testate, affinché la Torre fosse immediatamente puntellata per evitare il suo definitivo collasso e soprattutto per chiedere un serio ripensamento del modello di città adottato da Gualtieri in cui spazi e monumenti vengono trasformati e rifunzionalizzati ad uso di un turismo di scarsa qualità, attratto da selfie e aperitivi. Il vero significato della parola “valorizzazione” così spesso pronunciata dai politici in cerca di un consenso truffaldino nasconde proprio questi intenti.
La Torre dei Conti è stata svuotata completamente all’interno per farne ascensori, caffetterie con due terrazze panoramiche, magari da dare in concessione alle grandi catene estere. E per rispettare i tempi dettati dal PNRR si è proceduto con poca cautela, arrivando molto probabilmente (risulta evidente dalle immagini) anche ad eliminare uno dei contrafforti.
L’attuale Amministrazione comunale ha beneficiato di molti soldi, come forse nessuna prima, tra fondi per il Giubileo e PNRR e ha deciso di sventrare Roma con una frenesia a cui non si riesce più a star dietro. Del resto lo dichiarano con fierezza che vogliono “trasformare il volto di questa città”. Operazioni discutibili coinvolgono, oltre all’area dei Fori, piazza Augusto Imperatore con altre trasformazioni e terrazzamenti sul Mausoleo di Augusto dove è già stata abbattuta l’intera cintura di cipressi risalenti al progetto del Munõz.
E poi la Metro C, con scavi che diventano sempre più invasivi, e che piomba in Centro storico come la bomba H, stravolgendo piazza Venezia e soprattutto piazza della Chiesa Nuova che da gioiellino barocco sembrerà un volume tecnico con be due scale mobili, ascensori e griglie di areazione (siamo in attesa di risposta dell’accesso agli atti, inviato già da tempo).
Nel 1519 Raffaello, insieme a Baldassarre Castiglione, scriveva una lettera a Papa Leone X per chiedere la protezione delle antichità romane.
Cinquecento anni dopo, nel 2025, Amministratori e “responsabili del patrimonio culturale” di Roma lasciano crollare una torre medioevale nel tentativo di trasformarla impropriamente, grazie alla pioggia di danaro del PNRR e al di fuori di qualsiasi attenta programmazione, dopo averla lasciata senza cure per vent'anni, privandola di una costane manutenzione.
Sempre questione di cultura: dalla “conservazione programmata” (mai agita) secondo progetti e conseguenti azioni, nel rispetto dei principi che la scuola italiana della conservazione e del restauro ha insegnato al mondo.
Ma progetto e azioni devono essere messi in campo immediatamente, evitando di lasciare che siano le ore o le condizioni atmosferiche a completare l'opera annunciata per poi rifugiarsi nei soliti lamenti postumi contro il destino “cinico e baro”. Non vi è un destino avverso, ma solamente la mancanza di responsabilità degli uomini.
La Torre è un bene pluri-vincolato, la normativa di tutela non ne consente la demolizione ma ne impone la conservazione e il restauro, oltre all’uso compatibile con il suo carattere storico-culturale e la sua compagine strutturale.
