Vai ai contenuti
Sezione di Roma
Salta menù

CARTELLONI LUMINOSI A LED INVADONO LA CITTÀ E IL NUOVO PIANO AFFISSIONI NON TUTELA IL CENTRO STORICO UNESCO

Italia Nostra Roma
Pubblicato in News · Mercoledì 15 Ott 2025 · Tempo di lettura 3:00
L'immagine non ha carattere pubblicitario ma informativo

Dopo l’esplosione di “cartellopoli” con impianti abusivi anche in aree di pregio, Roma cercò di dotarsi di regole certe, approvando nel 2014 il Piano Regolatore degli impianti pubblicitari. Ora però l’Amministrazione Gualtieri sta per sostituirlo con un nuovo Piano, che viene reclamizzato come una riduzione del 25% degli spazi concessi rispetto al Piano precedente.  In realtà non è proprio così perché l’attuale Amministrazione sembra voler dimenticare che nel novembre del 2017 vennero approvati, dalla Giunta capitolina di allora, i Piani di localizzazione (DGC n.243 del 13/11/2017) che già riducevano del 50% rispetto al Piano precedente gli spazi messi a bando, passando dagli 8.229 mq a 4.649 mq. Mentre con la proposta Gualtieri i mq saranno 6.923.

Questi piani di localizzazione del 2017 che oggi vengono ignorati, furono approvati dalla Giunta Raggi dopo lunga gestazione e contengono l’indicazione esatta di ogni singolo impianto pubblicitario previsto, inclusa la tipologia e la geolocalizzazione (con latitudine e longitudine). C’è da dire che la stessa Amministrazione Raggi non fu conseguente e non riuscì a lanciare i bandi di gara per la concessione degli impianti come da lei ridotti del 50%, o forse non ebbe la forza di farlo, visti gli agguerriti interessi che premono sul business dei cartelloni.

Ma non è tutto, le collocazioni dei Piani precedenti tendeva ad alleggerire il Centro storico dall’invasione pubblicitaria, mentre ora la distribuzione sembrerebbe essere paritaria tra i municipi, senza distinzioni sulla base della specificità dei territori.

Ma, soprattutto non si tiene in considerazione e che dal Piano del 2014 molto è cambiate, purtroppo: i cartelloni sono diventati luminosi come enormi televisori, con immagini che si susseguono al ritmo di pochi secondi. La perentorietà con la quale la potenza luminosa dei led invade lo spazio visivo è prepotente; l’effetto sul decoro urbano è deplorevole.

Una disgrazia per la città e un vantaggio per le ditte che non devono più mandare operatori con colla e pennello a sostituire le inserzioni ma possono farlo digitalmente.

Non possiamo accettare che Roma venga sfigurata per assomigliare alle troppe metropoli della modernità affaristica.

In Centro storico assistiamo inoltre al moltiplicarsi di cartelloni pubblicitari abnormi sulle impalcature delle facciate in rifacimento, e viene il sospetto che i lavori si protraggano a lungo proprio per lucrare sui tempi della loro esposizione.

Il codice dei beni culturali tutela strade e pubbliche vie (art. 10 c. 4 lettera g) ma nessuno sembra curarsene. Ci sarebbe poi da tener presente anche il Codice della strada che disciplina la collocazione di impianti pubblicitari e sorgenti luminose, che possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale o arrecare disturbo visivo o distrarre l'attenzione degli utenti della strada.

La proposta del nuovo Piano affissioni dell’Amministrazione Gualtieri risulta peraltro quasi inintelligibile, tra richiami normativi, rimandi e complicazioni testuali di varia natura. Dubitiamo che la maggior parte dei consiglieri municipali abbiano capito su cosa stavano esprimendo il proprio parere ed infatti dai municipi sono arrivati per lo più pareri positivi, supponiamo dettati da spirito di appartenenza politica e non da valutazione attenta della questione.

I tempi di approvazione non li conosciamo ma certamente le ditte puntano sul massimo dell'incertezza normativa.


Torna ai contenuti