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FONTANA DI TREVI: UNA PIAZZA SPEZZATA

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Comunicati Stampa · Mercoledì 04 Feb 2026 · Tempo di lettura 2:30
Tags: FontanaDiTrevi
Il piccolo biglietto di 2 euro ci obbliga a riflettere sui grandi principi che sovraintendono alla concezione stessa dei Beni Culturali, quale contenuta nel relativo Codice, e alle loro violazioni.
 
 
  • I monumenti esposti al pubblico passaggio sono episodi sempre unitari, con il complesso contesto nel quale si collocano.
  • La libertà di accesso e circolazione nelle pubbliche Vie e Piazze sono diritti di pari valore al diritto alla sicurezza.
  • Il diritto alla Cultura sta prendendo sempre più la via della mercificazione.
  • In un Sito UNESCO, quindi Patrimonio dell'Umanità, nel centro storico di Roma, la distinzione tra cittadini romani e altri cittadini del mondo porta con sé uno stridore logico che speriamo giunga fino a Parigi, dove siede l'importante organismo internazionale.
       
 
Nel provvedimento adottato, che non ci piace affatto, la cosa che più colpisce è la divisione della Fontana dalla Sua Piazza.
 
Non vedere l'abnormità di questo gesto rinnega una Cultura profonda dell'uso e della conservazione dei monumenti, che vivono nel e del loro contesto.
 
 
Come è stato già osservato altrove, tra breve potremmo vedere a bigliettazione la Scalinata di Trinità dei Monti (divisa così anche nella visione dinamica che la porta a collegare mirabilmente i due livelli).
 
Ed ancora: a Piazza Navona si potrebbero mettere transenne intorno alle Fontane e far pagare chi vuole osservarle da vicino.
 
Ed ancora: si potrebbe accedere a pagamento al Pincio, separato dal resto di Villa Borghese.
 
E così via declinando.
 
 
Il provvedimento giunge inaspettato e non collocato in una riflessione unitaria sulla gestione dell'overturismo, per la quale bene si sarebbe fatto a nominare una Commissione di Saggi, estranei all'agone politico. Messi a ragionare tra l'altro su:
 
 
  • i bus a due piani che scaricano in modo industrializzato intere folle intorno ad ogni monumento e fanno del male alla stessa economia di un turismo qualificato che deve rifuggire dai soggiorni limitati al "mordi e fuggi";
  • le navi da crociera (che oggi arrivano a Civitavecchia ma che con il nuovo enorme porto privato si vogliono portare a soli 25 chilometri dal Campidoglio) che porteranno all'ennesima potenza la invivibilità del Centro. Eppure il porto croceristico è stato approvato a cuor leggero proprio dal Sindaco di Roma con la legge speciale giubilare;
  • la politica delle destinazioni d'uso nella Città Storica, che non si rapporta con l'overturismo ed ha anche dimenticato la programmazione del decentramento dei grandi Uffici pubblici;
  • e più, che altro, nulla si decide per incentivare una efficace politica di decentramento del turismo nell'area Metropolitana ed oltre; puntando su Tivoli, Palestrina, Viterbo, Sutri, la Sabina, etc.
     


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