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MINORE, IL FESTIVAL DEI BENI CULTURALI E DELLE COMUNITÀ PATRIMONIALI

Italia Nostra Roma
Pubblicato in News · Mercoledì 15 Ott 2025 · Tempo di lettura 5:15
Tags: BeniMinoriFossoDellaCecchignola
Nell’ambito del “Minore Festival”, un nuovo appuntamento che Italia Nostra, in occasione del suo 70° anniversario ha lanciato per promuovere la scoperta e la valorizzazione di quei beni culturali minori del nostro paese, così diffusi e fondamentali per l’identità e la coesione delle comunità locali, ma spesso trascurati e sconosciuti ai più, Italia Nostra Roma ha portato il suo contributo raccontando al numeroso pubblico presente la battaglia per la difesa della Valle del Fosso della Cecchignola, evento inserito nella sezione “speech corner”.

Il festival si è svolto dal 19 al 21 settembre 2025 a Monticiano, nel cuore della Val di Merse (Siena).
Perché questa scelta? Per l’importanza di salvaguardare l’integrità di quel che ne resta e per la tenacia di quei cittadini che da anni difendono questo tratto di agro romano, con Italia Nostra Roma al loro fianco.

Vediamone alcuni aspetti:
 
La Valle del Fosso della Cecchignola si trova nel IX Municipio di Roma. E’ un’area naturale che si estende per circa 180 ettari tra la riserva del Laurentino Acqua Acetosa Ostiense e il Parco dell’Appia Antica a sud est della città, internamente al GRA.

L’area è a tutt’oggi minacciata dalla previsione del P.R.G. del 2008 di costruzione di una strada tangenziale. Italia Nostra sta contrastando questo progetto da 25 anni unitamente ai comitati di zona e alle associazioni nazionali che insieme, di recente – sulla base dei principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul “valore sociale del patrimonio culturale materiale e immateriale” (Convenzione di Faro), recepita in via definitiva dal nostro Parlamento con la legge 133 del 2020 - hanno costituito la Comunità patrimoniale della Valle del Fosso della Cecchignola.

Il Fosso della Cecchignola origina dalle pendici occidentali dell’apparato vulcanico dei Colli Albani nei pressi del Fosso di Fiorano, collegamento tra il Parco dell’Appia Antica e altre aree verdi.

L’area presenta cospicue estensioni di bosco, da quello tipico delle zone umide a quello mesofilo a caducifoglie e interessanti valenze vegetazionali, nonché numerose specie di funghi e muschi.

Nel 2019 con l’istituzione del Monumento naturale del Fosso della Cecchignola viene formalizzato il riconoscimento e la finalità di tutela del suo patrimonio naturalistico e geologico, caratterizzato da antichi alvei di fossi e torrenti, un ricco reticolo idrografico che in passato fornivano un esteso sistema idrico ma che oggi è’ presente nelle falde idriche ed in piccole sorgenti. Le acque del fosso della Cecchignola sono state convogliate in collettori sotterranei fino ad arrivare ad alimentare il laghetto dell’Eur ma a tutt’oggi sono parte di questo intreccio sotterraneo.

Attualmente tutta la rete idrogeologica della zona risulta fortemente sconvolta dalle eccessive edificazioni atterrate su questo quadrante con la forzata deviazione delle acque dal loro percorso naturale che in origine le immetteva, assieme ai fossi dell’Almone, delle Tre Fontane e di Tor Carbone, nel tratto meridionale del Tevere.

L’area è il risultato di un lungo processo di alterazione e frammentazione ecologica che tende ad isolare le popolazioni vegetali e animali presenti, rendendole più vulnerabili esponendole al rischio di una riduzione delle specie.

Ma la Valle è anche un’area ricca di storia e archeologia caratterizzata da testimonianze di insediamenti rurali di epoca antica e, a pochi metri dall’argine del fosso, dai resti di una torre romana, a pianta quadrata, ancora riconoscibile anche se diroccata, databile II o III secolo d. C., probabilmente con funzione di controllo per una villa imperiale.

A completare il quadro vi sono strutture più recenti come il castello della Cecchignola, risalente al Medioevo, ristrutturato nel XVII secolo, e l’acquedotto della Cecchignola con la torre dell’acqua del XIX secolo.
 
2Il castello, circondato da resti di una cinta muraria, era parte di un sistema difensivo. Le prime testimonianze scritte risalgono al Medioevo, quando nel XIII secolo Papa Onorio III menzionò la tenuta in alcuni documenti. Nei secoli successivi il castello passò di mano tra diversi proprietari (famiglia Capizucchi, cardinale Bessarione, cardinale Caffarelli-Borghese) e nel XIII secolo Papa Paolo V fece bonificare l’area per realizzare un parco. In età contemporanea il castello è stato oggetto di numerosi interventi di restauro voluti da Papa Pio VIII e dal banchiere Alessandro Torlonia. Il Castello della Cecchignola è composto dalla torre maggiore, alta 43 m3tri, due ampie corti costituite dal casale, dalla torre, da una piccola chiesa e dalle aggiunte ottocentesche. Attualmente il Castello ospita l’Università dei marmorari romani, specializzata in arte lapidea e una biblioteca nata nel 2006 grazie a donazioni e prestiti di privati.

Il complesso architettonico è ricompreso nella componente “Spazi aperti della città storica” del P.R.G. di Roma del 2008, sub-componente  “Spazi verdi privati di valore storico–morfologico–ambientale”, volta alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del “sistema dei “vuoti” che, unitamente alle parti costruite, in ragione della riconoscibilità, della compiutezza storico-morfologico-architettonica e della connotazione dei caratteri orografici ed ecologico-ambientali, partecipano alla definizione dell’identità urbana” (art. 42 NTA del PRG del 2008).

La millenaria stratificazione culturale presente nella Valle ci porta all’epoca contemporanea con l’imponente torre piezometrica di 120 metri del Centro idrico EUR di Vigna Murata, progettato da Francesco Palpacelli, è uno dei circa 50 centri idrici che servono la città. Capolavoro di architettura industriale degli anni 80 è il quinto edificio più alto di Roma.
 
Rispetto all’origine del toponimo Cecchignola, si ipotizza che in origine il termine fosse Cicomola, come riportato su alcuni documenti riguardanti i possedimenti della zona, ed è presumibile che questo nome sia un errore di trascrizione per Ciconiola  che potrebbe derivare da cicogna, ma non con riferimento all’uccello acquatico, bensì alla omonima macchina idraulica utilizzata per attingere acqua dai canali, la quale riproduceva il movimento della cicogna quando si abbassa per bere.


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