PINI DI VIA DEI FORI: ESCLUSI GLI ABBATTIMENTI INCONSULTI E LA SOSTITUZIONE CON ALTRE SPECIE.
ORA MASSIMA ATTENZIONE PER LA SALVEZZA E LA CONSERVAZIONE DI TUTTI I PINI DI ROMA.
È TEMPO DI SCONFIGGERE L’AVVERSIONE AI PINI
Italia
Nostra ha incontrato l'Assessora Sabrina Alfonsi ed i vertici del Dipartimento
Ambiente proprio nel momento topico dell'allarme suscitato dalla caduta dei
Pini ai Fori Imperiali e dopo la famigerata proposta mozione del Municipio I
tesa a sostituire tutti i Pini con esemplari di specie anonime, magari Gelsi,
magari aprendo la strada ad una loro totale eliminazione nel Centro Storico.
Dopo
un lungo incontro possiamo affermare che, ad oggi, non è più questo
l’intendimento dell’Amministrazione e che l'Assessora Alfonsi non vorrà, de
certo, essere ricordata come colei che ha azzerato per sempre la mirabile
presenza a Roma di questa eccellenza storica e paesaggistica. Questo ce lo ha assicurato
dandoci conto delle modalità con cui una squadra multidisciplinare di tecnici
sta affrontando la situazione di Via dei Fori, mettendo in campo il meglio
delle conoscenze e delle esperienze per le analisi e le prove di stabilità su
ciascuno dei residui Pini. Saranno abbattuti solo gli individui giudicati
irrecuperabili. Il numero dei Pini verrà comunque incrementato con esemplari
adeguati, di 5/6 metri, quindi curabili con endoterapia.
C'è
insomma voglia di correggere vecchi errori e di fare tornare i Pini protagonisti
in quel luogo tanto rappresentativo.
Già
si conoscono le cause degli ultimi schianti: troppe piogge per alberi privi di
drenaggio a causa della sottostante impermeabilizzazione, laddove l'acqua
scioglie il terreno che diventa non più in grado di tenuta; troppi tagli di
radici da lavori stradali incontrollati; assenza da decenni di quella assidua
manutenzione e monitoraggio che erano la specialità dei "giardinieri"
comunali, scomparsi con i tagli alle spese pubbliche e con i bandi d’appalto al
massimo ribasso.
L’impegno
che abbiamo ascoltato è anche per gli altri 51.000 sparsi per la Città, che non
saranno abbandonati. E nemmeno mai più potati come si è fatto in tempi passati
e recenti senza osservare le raccomandazioni degli esperti di non alterare le
chiome, la cui forma protegge i Pini dai venti, anche i più forti.
Ci
sarà una task force anche per questo? Noi lo abbiamo domandato più volte. Su
questo chiediamo un impegno corale a tutti i Tecnici e gli Organismi, che si
affannano oggi intorno ai Pini dei Fori.
Insieme
alle cure più appropriate e alla catalogazione di ciascun esemplare.
È
tempo di sconfiggere l’avversione ai Pini, che invece per ora emerge dalla
realtà dei fatti: nei viali e nei giardini pubblici non si inseriscono più Pini
da lustri. Chiunque può verificarlo!
Mentre
un altro Ufficio del Comune per la resilienza ai cambiamenti climatici chiede
di eliminare ogni vincolo sul Centro storico ed ogni potere delle
Soprintendenze sugli alberi di vie e piazze storiche!!! (oltre che sulla
conservazione degli edifici, che impedisce l'inserimento di approntamenti di
decarbonizzazione, quali cappotti o pannelli sui tetti).
Per
ora c’è stata con l’Assessora e i vertici del Dipartimento Ambiente un’intesa
in tal senso. La sensazione è che si voglia cambiare rotta, e dialogare.
Noi
chiediamo dunque di curarli tutti e subito. Di sostituirli sempre con altri
Pini. Di considerare il loro valore culturale che li fa primeggiare nel
paesaggio e nella identità di Roma; quindi si ritorni a mettere a dimora Pini
ogni volta che ve ne siano le condizioni.
Ora
forse possiamo cominciare a sperare. Anche con l'arrivo dell'antagonista
naturale al parassita Toumeyella parvicornis.
