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TRASFORMAZIONE DEGLI EX MERCATI GENERALI: DIALOGO O MONOLOGO?

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Comunicati Stampa · Mercoledì 28 Gen 2026 · Tempo di lettura 3:30
Tags: ExMercatiGeneraliRigenerazioneUrbana
INACCETTABILI “DIALOGO E CONFRONTO” ELARGITI DALL’AMMINISTRAZIONE AL POSTO DELLA “PARTECIPAZIONE”. SIA REVOCATA LA CONVENZIONE CON LAMARO/HINES, SIA VERIFICATA LA SUSSISTENZA DELL’INTERESSE PUBBLICO E SIANO SODDISFATTI I BISOGNI DEL QUADRANTE OSTIENSE

Dopo la forte mobilitazione cittadina seguita alla modifica della Convenzione con Lamaro/Toti - ferma da vent’anni - con il subentro del Fondo Hines, senza un bando pubblico, l’Amministrazione capitolina ha annunciato tre Tavoli (contemporanei) di “dialogo” e “confronto” sul futuro degli ex Mercati Generali all’Ostiense.

Italia Nostra Roma
avverte che non si può considerare questa iniziativa conforme alle modalità del processo di partecipazione previste dalle norme di PRG per le trasformazioni urbane. Ben vengano questi “incontri” - ed è bene che tali siano definiti - ma sia chiaro che non costituiscono il percorso di consultazione per scelte condivise dettato dalle norme sulla partecipazione dei cittadini.
 
L’area degli ex mercati Generali di via Ostiense rappresenta uno dei casi attuali più rilevanti e vistosi di trasformazione urbana di Roma ed è singolare che proprio qui vengano bypassate dall’Amministrazione le norme vigenti.

L’intervento riguarda un’area pubblica semicentrale di nove ettari – con alcuni edifici vincolati collocata peraltro nella “Buffer Zone” del sito Unesco istituita nell’ottobre del 2023 - nella quale sarebbe dovuta sorgere la c.d. “Città dei giovani”. Evidentemente le condizioni poste, a suo tempo, dal Comune di Roma non erano risultate pienamente rispondenti a soddisfare la bulimia edilizia dei concessionari. In vent’anni i lavori non sono mai partiti lasciando che l’azione del tempo portasse da una parte ulteriore decadimento delle strutture, dall’altra una riappropriazione degli spazi aperti da parte della natura con alberi ed estesa vegetazione spontanea.

Con la discesa in campo nel mercato immobiliare romano del Fondo finanziario americano Hines, già attore delle “rigenerazioni” milanesi, l’operazione sugli ex Mercati Generali ha ripreso quota, favorita dagli appetibili finanziamenti e dalle agevolazioni rese disponibile per gli “studentati”: nuova chiave magica, gli studentati, per ottenere la dichiarazione di interesse pubblico per quella che si sta dimostrando invece una moderna forma di speculazione edilizia.

Ad una variante sostanziale alla Convenzione in base ad un bando di gara vecchio di oltre venti anni; ad un progetto che prevede 2000 posti letto, in teoria “per studenti” , ma a prezzi elevatissimi (trasformabili in ricettivo alberghiero), commerciale e un parcheggio interrato a pagamento per 2500 auto, coperto da asfalto drenante e aiole di arbusti definito “piazze verdi”; è necessario contrapporre un nuovo atto basato su un motivato interesse pubblico e sul recepimento delle conclusioni di un vero processo di partecipazione.

Il relativo progetto non può scaturire, per concessione di piccoli aggiustamenti, solo dagli esiti del “confronto” con l’Amministrazione in benevolo “dialogo” bensì dal rilievo e dal recepimento delle necessità del territorio, a cominciare dal soddisfacimento degli standard pubblici e dei bisogni vitali al benessere e alla salute costituiti da un vero parco con alberature di prima grandezza.

Visto che l’Amministrazione Comunale riconosce, ora, di aver commesso l’errore di firmare, lo scorso 10 novembre, la nuova convenzione omettendo la fase di partecipazione dei cittadini, il rimedio non potrà essere solo un “dialogo” tardivo per modificare qualche dettaglio del progetto, tanto più che con un colpo di mano camuffato da “bonifica” è stata già rasa al suolo tutta la vegetazione presente lasciando in loco uno squallido acquitrino.

Italia Nostra Roma chiede che venga revocato in autotutela la nuova Convenzione e che per la trasformazione urbana nell’area degli ex Mercati Generali sia attivato il processo di partecipazione dei cittadini previsto dalle NTA del PRG e dal Regolamento n.57 del 2 marzo 2006, come adempimento obbligatorio per tutti gli Uffici comunali e i municipi.


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