Sezione di Roma
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I PRESIDENTI STORICI
I PRESIDENTI STORICI
LEONARDO BENEVOLO (1960-1963)
Leonardo Benevolo è stato il primo Presidente di Italia Nostra Roma dal 1960 al 1963.
Grande intellettuale, grande urbanista, grande umanista che ha segnato il pensiero stesso di Italia Nostra e che ha fornito a tante amministrazioni il suo prezioso contributo.
In buona sostanza si deve in gran parte a lui, e ad altri pochi intellettuali come Antonio Cederna e Italo Insolera, la formulazione di una “cultura della conservazione dei centri storici”. Roma, ad oggi, non ha più vincolo né di Piano Regolatore Generale né di Piano Territoriale Paesaggistico. Un balzo indietro, un macigno da rimuovere.
Un “Piano per Villa Borghese” è una tra le tantissime azioni che il grande urbanista ha proposto e che ancora, ancora oggi, è di strettissima attualità. Anzi di assoluta emergenza.
Alle sue parole ed al suo impegno sono seguiti, una volta tanto, grandi successi. Tra questi non va dimenticata la conservazione e tutela dei più importanti centri storici d’Italia nella loro integrità e concepiti come un unico monumento, frutto della piena integrazione delle emergenze storiche e artistiche e del tessuto urbanisti-storico che le connette in un “unicum” irripetibile e insuperabile.

TITO STADERINI (1963-1975)
Tito Staderini è stato Presidente di Italia Nostra Roma dal 1963 al 1975. Grandiosi sono stati i suoi successi nei primi anni ’60 per la modifica del Piano Regolatore Generale con l’aumento di 2.500 ettari di verde pubblico e con l’esproprio della Valle della Caffarella.
Il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, ora sede del Ministero dei Beni Culturali, fu acquisito dallo Stato per la sua grande battaglia. Ebbe una grande intuizione: ottenne il vincolo di uno scalone monumentale a Palazzo Massimo alle Terme che ne impedì la demolizione e che ora è sede del Museo Nazionale Romano.
Pioniere del crowdfunding, con la grande, ineguagliata operazione per la pubblica acquisizione della palazzina dell’Algardi o del Bel Respiro a Villa Doria Pamphilj. Riuscì a raccogliere, nel 1968, oltre 34 milioni di lire coinvolgendo i cittadini romani, uomini donne e bambini, molte le scuole che parteciparono alla sottoscrizione. Fu, quello che oggi si definirebbe un punto di non ritorno.  La Palazzina del Bel Respiro è ora sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Gli interventi per Roma di Tito Staderini alla guida di Italia Nostra Roma, i SI e i NO espressi sempre con serena e convinta determinazione hanno condizionato i complicati giochi di potere che in quegli anni erano sensibili alle istanze di Italia Nostra Roma.

GIORGIO LUCIANI (1975-1980)
Avvocato di grande fama è stato Presidente di Italia Nostra Roma dal 1975 al 1980, prendendo il testimone da Tito Staderini, amico e compagno di tante battaglie vittoriose.
Giorgio Luciani era presente tutti i giorni nella sede di Italia Nostra Roma, allora in via dei Banchi Vecchi. A mezzogiorno in punto suonava tre volte il campanello e per due ore si dedicava a quella che oggi verrebbe definita “riunione di Segreteria” quotidiana.
Durante il suo mandato Italia Nostra Roma affrontò argomenti sostanziali per lo sviluppo della città, la costruzione della Moschea nell’area dell’Acquacetosa destinata però da Piano Regolatore Generale a verde pubblico, il complesso monumentale del San Michele alla Lungara che su forte pressione di Italia Nostra Roma fu destinata a sede del Ministero dei Beni Culturali, la liberazione di Palazzo Barberini da funzioni improprie impedendo, così, la vera ed unica destinazione di Museo Nazionale di Arte Antica.
Nel 1976 la pubblicazione “Roma sbagliata le conseguenze sul centro storico” a cura del Professore Armando Montanari, forte atto di critica sulla pianificazione urbanistica di Roma ed il violento effetto domino sul più esteso centro storico d’Europa.
La mostra del 1979 “il Tevere scatenato: fiume, città, territorio” anticipava di decenni il precario, difficile assetto idraulico ed ambientale del fiume di Roma, in suo rapporto con la Città consolidata. Assetto idrogeologico della Capitale divenuto ora focus nazionale.
Nel 1980, prima di lasciare la presidenza di Italia Nostra Roma per assumere il ruolo di Presidente Nazionale di Italia Nostra, Giorgio Luciani, sempre in grande sintonia con il professor Armando Montanari presentò alla Biblioteca Nazionale la grande mostra “Edifici storici di Roma: uso ed abuso”. La forte e documentata denuncia di funzioni incompatibili con la vocazione istituzionale dell’edificio.
Giorgio Luciani guardava lontano, ad Europa Nostra, della quale un rappresentante di Italia Nostra è stato da sempre Vice Presidente.
Una visione, quella di Luciani, aperta all’Europa tanto è vero che, già nel suo ruolo di Presidente Nazionale di Italia Nostra, promosse, dopo la decisione del Consiglio Europeo, di designare il 1987 quale “Anno Europeo dell’Ambiente”, la mostra internazionale “Città inquinata, i monumenti” nella quale furono presi in esame 20 monumenti di Roma e con i medesimi criteri scientifici e metodologia monumenti in altre città europee (Göteborg, Atene, Cracovia, Ankara); contestuale fu la pubblicazione curata dal Professor Armando Montanari e dal Dottor Pietro Petraroia con contributi nazionali ed internazionali.
Fin dal 1987, quindi, Italia Nostra Roma denunciava gli effetti dell’inquinamento atmosferico ma strettamente legata al proprio mandato statutario: i beni architettonici da preservare.
Presidenza ricchissima, quella di Giorgio Luciani, inevitabilmente condensata in poche righe.

ANTONIO CEDERNA (1980-1996)
Antonio Cederna è stato Presidente di Italia Nostra Roma dal 1980 al 1996.
Quest’anno (2021) ricorre il centenario della nascita dell’archeologo, grande giornalista ed intellettuale che ha formato la coscienza di Italia Nostra sulla centralità dei Beni Culturali e del Paesaggio italiano e che con i suoi scritti ha formato la coscienza di tanti intellettuali, politici e amministratori. Difficile dare un confine alle sue battaglie per la tutela e conservazione del nostro comune e universale patrimonio. Chi di noi ha avuto il grande privilegio di conoscerlo, di parlare con lui ed imparare la sua profonda lezione, difficilmente potrà guardare monumenti, aree archeologiche ed il paesaggio con occhi diversi dai suoi. Dai primi articoli su “Il Mondo” di Mario Pannunzio al Corriere della Sera e a Repubblica, il pensiero graffiante dell’”Indignato Speciale” è ancora di strettissima attualità. Si è incontrato e scontrato con i potenti, senza sconti per nessuno ma sempre e costante mente con un unico obiettivo: la centralità assoluta e non negoziabile del patrimonio culturale di Roma e d’Italia.
Celebri le campagne stampa contro la polverizzazione di interi quartieri di Roma, Milano, Lucca. Il famoso articolo “Vandali in casa” contro lo sventramento del Tridente in pieno Centro storico di Roma fece cambiare idea ai politici di turno. La grande forza di un intellettuale.
Amico personale dei soci fondatori di Italia Nostra, Elena Croce, Desideria Pasolini dall’Onda, Umberto Zanotti Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Luigi Magnani, Hubert Howard, partecipò sempre, costantemente, alla vita dell’associazione sostenendo sempre l’attività e le battaglie nei suoi articoli anche durante i 16 anni di Presidenza di Italia Nostra Roma.
La sua battaglia per la difesa della Regina Viarum portò al grande successo dell’istituzione del Parco Archeologico dell’Appia Antica di cui fu primo prestigioso Presidente. Il grande Parco Archeologico dei Fori Imperiali, da Piazza Venezia fino all’Appia Antica, fu il grande sogno di Antonio Cederna che Italia Nostra Roma non ha mai dimenticato.
Impossibile sintetizzare quanto Antonio Cederna ha fatto per Roma fino al suo “testamento morale” scritto sulla sua mitica Olivetti Lettera22 e corretto a mano, che invita i “suoi”: “a non dimenticare le battaglie ancora aperte”.

MARIA ANTONELLI CARANDINI (1997-2007)
La Nostra Piccola, Grande Donna.
Maria Antonelli Carandini è stata la prima ed unica donna ad aver ricoperto il ruolo di Presidente di Italia Nostra Roma.
Nel 1951 ha fondato la Sezione di Roma con un gruppo di intellettuali come Antonio Cederna, Italo Insolera, Mario Manieri Elia, Tito Staderini, Vieri Quilici ed altri personaggi di grande valore culturale quali Leonardo Benevolo, Giorgio Luciani, Desideria Pasolini Dall’Onda ed un allora giovanissimo Carlo Ripa di Meana. Il motivo scatenante di questa storica decisione fu la scelta del Comune di Roma di demolire il Tridente. Dalle pagine de “Il Mondo” Antonio Cederna si scagliò contro quella follia. Nacque così Italia Nostra Roma.
Maria Antonelli Carandini ha saputo mobilitare un’intera generazione di un ceto intellettuale, progressista, e militante, che ha fatto grande Italia Nostra Roma nelle iniziative e nel numero dei soci.
Un carattere forte, indipendente ma aperto ai cambiamenti. Essenziale è stato anche il contributo del suo consorte, l’avvocato Giacomo Antonelli, al quale sempre Italia Nostra Roma si è rivolta per avere il suo prezioso e consapevole parere.
Il suo impegno era una garanzia politica di un buon agire e sicurezza di non essere mai smentiti, documenti alla mano. Perseguire sempre con costanza, determinazione, senza mai cedere, le battaglie in atto anche se per vincerle ci fossero voluti decine di anni.
Anche nel caso di Maria Antonelli Carandini impossibile riassumere in poche righe lo straordinario, immenso impegno, che va dagli Archivi Storici agli Ospedali Storici, dalle biblioteche di pubblica lettura alle Ville Storiche, dal Museo Geologico Nazionale all’esigenza di liberare da funzione la galleria Nazionale di Arte Antica a Palazzo Barberini e all’acquisizione al pubblico di Villa Doria Pamphilj.
Ha coltivato la memoria storica di Italia Nostra Roma con agili libretti concludendo il suo mandato con un libro prezioso: ”Antonio Cederna: scritti per Roma” nel quale ad ogni articolo di rilievo del suo grande amico corrispondeva l’analisi critica di personaggi illustri legati a Cederna.
La migliore antologia delle storie e degli impegni della Sezione di Roma e dei tantissimi personaggi che le hanno dato visibilità, ascolto e forza.
 Alla scomparsa di Antonio Cederna, soci e Consiglieri ritennero che la Presidenza di Italia Nostra Roma fosse da lei assunta per l’enorme contributo che aveva saputo dare dalla fondazione di Italia Nostra Roma.
Presente in Sezione ogni mattina, quasi dirigesse un quotidiano, ha lavorato a sostegno di tutte le più brillanti iniziative.
Nel 2011 l’Assemblea dei soci nominò per acclamazione Maria Antonelli Carandini Presidente onorario della Sezione di Roma.

CARLO RIPA DI MEANA (2007-2015)
Carlo Ripa di Meana, politico ed intellettuale fu tra i primi in Italia a comprendere la fondamentale importanza dell’impegno per la cultura ed il paesaggio italiano. Giovanissimo, infatti, era già iscritto a Italia Nostra.
Nacque in Toscana a Marina di Pietrasanta il 15 agosto del 1929. Dopo un’esperienza a Praga, come direttore della rivista internazionale degli studenti, ritornò in Italia entrando nella redazione di Rizzoli. Numerosi gli incarichi istituzionali e politici che lo hanno portato ad essere nominato Commissario Europeo per l’Ambiente e Ministro dell’Ambiente, incarico dal quale si dimise dopo un anno in polemica con il decreto “colpo di spugna”.
Esponente di spicco della cultura internazionale, è famosa la sua direzione della Biennale di Venezia dal 1974 al 1978. Il suo spirito libero e controcorrente lo portò ad inaugurare nel 1977 quella che è rimasta alla storia come la “Biennale del dissenso” divenuta un caso politico e culturale internazionale.
Il suo grande irrituale impegno per la difesa dei beni paesaggistici e culturali italiani lo portano nel 2001 alla presidenza del Comitato Nazionale Paesaggio e nel 2005 fino al 2007 alla Presidenza di Italia Nostra nazionale.
Nel 2007 decide di dedicare tutte le sue grandi energie ad Italia Nostra Roma diventandone per 12 anni Presidente. Non si possono dimenticare le sue forti prese di posizione contro quella che lui definiva “la truffa dell’eolico”, l’incatenarsi davanti all’Ospedale san Giacomo per evitarne la chiusura. Memorabili le sue battaglie, vinte, contro il “garage” dentro la collina del Pincio, il sottopasso dell’Ara Pacis, la discarica nella buffer zone di Villa Adriana, il Palais Lumière di Marghera.
L’ultima apparizione in pubblico, che ha commosso tutti profondamente, è stata nel pomeriggio del 16 ottobre 2017 davanti al Villino Naselli, a Via Ticino, quartiere Coppedè, polverizzato a colpi di palla da demolizioni per far posto ad una costruzione moderna fuori dal contesto e pietra dello scandalo della “legge di Rigenerazione Urbana”. Ha combattuto fino all’ultimo per la difesa dei beni architettonici e paesistici di Roma, la sua incoercibile indignazione era più forte di qualsiasi impedimento fisico.

MARCO DI FONZO - 2016
Dr. Marco Di Fonzo, classe 1956, attuale Presidente della Sezione di Roma dal gennaio del 2016, dopo essere stato membro del consiglio direttivo dal 2009. È stato eletto consigliere nazionale nel 2018 ed attualmente è membro della Giunta nazionale. È laureato in Economia in commercio, discutendo una tesi dal titolo “Le reti telematiche al servizio delle aree montane e marginali”. Ha conseguito un Master di II livello all’Università La Sapienza - Facoltà di Giurisprudenza in Scienza della sicurezza ambientale ed un Master di II livello in Economia e tecnologia della società dell’Informazione organizzato dalle Facoltà di Economia e commercio e Informatica dell’Università Roma3.
Si occupa di tecnologie per la tutela dell’ambiente dal 1994, avendo operato in qualità di funzionario presso il Corpo forestale dello Stato, dove ha svolto la sua attività professionale. Ha progettato e partecipato alla realizzazione di piattaforme tecnologiche di simulazione immersiva dedicate alla formazione e all’addestramento degli operatori di polizia ambientale impegnati nelle attività info-investigative antincendio boschivo ed allo sviluppo e conduzione di sistemi informativi territoriali per il controllo ed il monitoraggio delle aggressioni in danno all’ambiente presso il Sistema informativo della Montagna. E attualmente inserito nello speciale elenco istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico in qualità di esperto di innovazione tecnologica.
Si è occupato di gestione e valorizzazione delle aree protette, sia naturalistiche che archeologiche, in qualità di Presidente dal 2004 al 2006 del Parco regionale dell’Appia Antica.
Ha ricevuto numerosi incarichi di docenze universitarie sia presso la Pontificia Università Gregoriana di Piazza della Pilotta–Roma che presso l’Università di Tor Vergata in Roma e la Link Campus University di Roma, attinenti alle sue competenze professionali maturate in oltre 27 anni di attività nella tutela dell’ambiente e degli ecosistemi forestali.



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