DUBBI E PERPLESSITÀ SULLA GESTIONE COMUNALE DEI PINI MALATI
La questione dei Pini di Roma aggrediti dal parassita giunto dalle Americhe era già gravissima con la Giunta Raggi, assolutamente inerte sulla vicenda.
Con l’arrivo della nuova Giunta e dell'Assessora Alfonsi si è assistito ad un cambio di passo.
Essenzialmente nel prendere atto della situazione e nello stanziamento di fondi adeguati per la cura obbligatoria estesa a tutta la città. Ed anche nella chiamata del CREA a fornire la sua collaborazione tecnica a nome dello Stato.
A quasi un anno di distanza purtroppo non si può assolutamente parlare di problema affrontato e risolto. Infatti l'apparato comunale del Dipartimento Ambiente, a nostro parere:
- non ha prontamente aggiornato un protocollo uniforme e asseverato dai massimi esperti della materia;
- non ha preteso la formazione degli operatori per condurre a buon fine le cure endoterapiche previste dalla normativa;
- l'affidamento delle cure endoterapiche a ditte impegnate nel maxiappalto del verde verticale ha complicato vieppiù la situazione ed infatti si è assistito:
- alla potatura indiscriminata dei pini malati consistente in un drastico sfoltimento delle chiome, fortemente sconsigliato;
- all'abbandono dei rami vivi tagliati per lunghe ore a terra con il loro carico di parassiti vivi e pronti a trasmettersi e ulteriormente diffondersi;
- a cure diffuse con un metodo che non corrisponde alle direttive normate nella delibera della Giunta della Regione Lazio n. 548 del 5 agosto 2021
- ad ulteriori abbattimenti di esemplari di pino su schede speditive senza una comunicazione al pubblico che potesse rassicurare;
- ad una sospensione delle cure durante il periodo estivo, periodo di massima espansione del parassita, a sua volta non previsto dalla normativa vigente e non indicato nelle stesse etichette dell'unico prodotto fitosanitario autorizzato dal Ministero della Salute e cioè il VARGAS.
