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LA GEOMATICA E LA TUTELA DEL TERRITORIO

Italia Nostra Roma
Pubblicato in Eventi Nazionali · 22 Aprile 2021
Tags: geomaticaTutelaDelTerritorio
POSSIBILI IMPIEGHI A SUPPORTO DELLE ATTIVITÀ DI ITALIA NOSTRA ONLUS PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE

Intervento di Marco Di Fonzo, Presidente di Italia Nostra Roma, nel corso del webinar di Italia Nostra del 22 aprile 2021
"Riflessioni sulle strategie per la salvaguardia dei centri storici a 60 anni dalla carta di Gubbio"

La geomatica, definita sinteticamente come “la scienza del dove” è oggi una disciplina autonoma, capace di fornire una visione sintetica del nostro pianeta e delle complesse relazioni che intercorrono tra fenomeni fisici e fenomeni antropici, vale a dire tra fenomeni naturali e fenomeni indotti in varia misura dall’uomo, direttamente o indirettamente.

Le attività di osservazione della Terra in ambito scientifico hanno avuto una rapida espansione, con un’accelerazione notevole soprattutto in questi ultimi 10 anni, con l’avvento dei sistemi di telefonia mobile equipaggiati con sistemi GPS e fotografici, in grado di produrre immagini georeferenziate, anche se esiste tuttora una scarsa consapevolezza da parte della società civile su come utilizzare correttamente e in modo proficuo le grandi potenzialità di questo settore in grande espansione.

Ambiti economici sempre più ampi accedono all’utilizzo di dati di natura e caratteristiche diverse, rilevati con una crescente molteplicità di procedure, quali il posizionamento GPS (Global Positioning System), la fotogrammetria digitale, la scansione laser, il telerilevamento multi e iperspettrale, da aereo, da satellite o da drone, a diverse risoluzioni geometriche, spettrali, radiometriche, temporali in varie bande dello spettro elettromagnetico.

La pianificazione del territorio rappresenta, per esempio, una delle principali aree applicative in cui la geomatica, in tutte le componenti in cui viene declinata, riesce ad esprimere un ruolo significativo e ampiamente riconosciuto.

Tra le più recenti figure professionali che si stanno imponendo all’attenzione del mondo del lavoro c’è l'esperto in Geomatica. Una nuova figura professionale, ma già richiesta in maniera strutturata, specialmente negli USA in CANADA, e in SPAGNA.

Sono interessati ad avvalersi di questi specialisti sia le imprese private che la Pubblica Amministrazione. I giovani che vorranno cimentarsi in questa disciplina potranno trovare sbocchi di applicazione in agricoltura, edilizia, scienze forestali, ingegneria, scienze geologiche, topografia, architettura, beni culturali, cartografia tematica, gestione dei rischi del territorio e dell’ambiente, media, turismo e difesa.

Ma al momento, come e dove si stanno formando i nostri giovani studenti per accedere a questo specifico mercato di lavoro?
Se da una parte assistiamo al graduale abbandono da parte delle Università Italiane della funzione formativa di base nel settore della geomatica, tranne in rare eccezioni specialmente nell’ambito  delle facoltà di scienze forestali ed agraria, dall’altra ci troviamo di fronte ad un vero e proprio boom di “corsi di fotogrammetria” organizzati da società private che commercializzano droni e applicativi software, che ben poco rilasciano ai discenti in termini di competenze accademiche, tecnico/scientifiche di dominio.

La nobile disciplina della Fotogrammetria prese avvio a seguito della nascita della Fotografia e un grande impulso venne dalla concomitante diffusione dell’aeroplano, ma il vero grande impulso al settore, che portò a impetuosi sviluppi tecnologici, fu dato dalle impellenti necessità di tutti i paesi più industrializzati di cartografare il territorio durante i conflitti mondiali.

Quindi anche la Fotogrammetria, come tante altre invenzioni ed innovazioni tecniche di natura geomatica, fu usata all’inizio come strumento in mano ai Ministeri della difesa/guerra di tutto il mondo e gli Italiani in questo furono anche precursori. Basti pensare che, nel secondo dopoguerra, una fabbrica Italiana di strumenti restitutori per camere fotografiche con presa “panoramica” (montate sui bombardieri strategici B52), aprì una filiale negli USA con commesse miliardarie da parte delle forze armate statunitensi.

Poi venne l’epoca della documentazione del territorio a scopi “tecnici”, non più militari, il che portò ad un impoverimento dell’Istituto Geografico Militare italiano e un accrescimento del potere normativo delle regioni.

Ma lo Stato, per fortuna, aveva già avviato studi e ricerche per normare la produzione cartografica fotogrammetrica, dettandone tutti gli aspetti, con capitolati di appalto che consentissero alle amministrazioni di avere prodotti qualificati e redatti con processi di controllo e qualità. Ancora oggi si usano i risultati di questi studi che erano “per legge” coordinati dalla Commissione Geodetica Italiana. Con queste norme e specifiche tecniche si evitò che incauti avventori vendessero per Fotogrammetria prodotti realizzati con bassa qualità di mezzi e competenze.

Queste norme, che oltretutto derivano da una grande esperienza accumulata in oltre un secolo di operazioni fotogrammetriche aeree, devono ora essere adattate all’uso dei Droni nella speranza che sempre meno si senta parlare di prodotto di consegna composto da “nuvole di punti” in assenza di delineazione “umana” dell’oggetto del rilevamento. La “nuvola di punti”, sia del Laser scanner, che generata da fotogrammetria, è costituita da punti scelti casualmente dal software e di questo dobbiamo essere coscienti.

Al momento, in assenza di regole, la raccomandazione è quella di fare molta attenzione e andare oltre all'entusiasmo collettivo dato dalla coppia drone+software (entrambi di facile uso) verificando la tecnica fotogrammetrica di restituzione usata, la qualità di realizzazione dei voli e del sensore. In particolare, occorre non confondere semplici foto aeree con prese fotogrammetriche che devono avere particolari caratteristiche normate per legge come citato nei precedenti capoversi.

Ma è certamente naturale che il mondo dell’impresa, che normalmente cerca di intercettare i bisogni dell’utenza, in mancanza di corsi di livello Universitario, sviluppi iniziative private volte a colmare una carenza di base, che è molto avvertita.

L’aspetto “drammatico” di questa situazione è che l’incompetenza e la mancanza di informazione, che spesso pervade avventurosi imprenditori che credono di aver scoperto l’acqua calda, ci porta ad una dequalificazione dei prodotti del rilievo tecnico cartografico, del tutto incontrollato.

La Geomatica non è dunque solo una tecnologia di rilevamento e trattamento informatico dei dati relativi alla Terra e all’ambiente naturale e costruito, ma una vera e propria scienza. E’ pertanto facile individuare che le radici dei fondamenti metodologici della Geomatica affondano nelle discipline che si sono occupate, da sempre, di risolvere i problemi di posizionamento sulla superficie terrestre e nelle sue immediate vicinanze (geodesia, astronomia, matematica, statistica) ed ha trovato terreno fertile nello sviluppo recente dell'Informatica per quanto riguarda l'elaborazione, l'archiviazione e la divulgazione delle informazioni.

Singolare che all’attualità, non esista in Italia una Scuola di Geomatica che persegua con continuità le finalità di promuovere la diffusione della cultura tecnica e scientifica, di sostenere le misure per lo sviluppo dell’economia e le politiche attive del lavoro e che persegua l’obiettivo finale di:

  • assicurare, con continuità, l’offerta di tecnici che abbiano seguito percorsi formativi finalizzati all’acquisizione di capacità e conoscenze per il conseguimento di qualifiche professionali o competenze certificabili;
  • assicurare l’offerta di tecnici superiori a livello post-secondario in relazione a figure che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato;
  • fornire conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post secondario riconoscibili come crediti formativi dalle Università (CFU);
  • mantenere e migliorare la preparazione professionale, curandone l’aggiornamento e partecipando alle attività di formazione professionale continua (crediti formativi professionali - CFP);
  • specializzare le competenze professionali di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente che sviluppino ed amplino conoscenze precedentemente acquisite anche in percorsi universitari (formazione post-lauream);
  • sostenere l’integrazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro, per diffondere la cultura tecnica e scientifica;
  • sostenere le misure per l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle grandi, medie e piccole imprese, alle strutture pubbliche ed agli studi professionali;
  • diffondere la cultura tecnica e scientifica e promuovere l’orientamento dei giovani e delle loro famiglie verso le professioni tecniche;
  • stabilire organici rapporti con i fondi interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori.
                
Una Scuola di Geomatica così strutturata dovrebbe proporre percorsi formativi professionalizzanti di livello crescente, che possano consentire di acquisire abilità e capacità nei vari campi di applicazione, rispondendo a richieste del mercato delle professioni, nel quale le competenze in questo ambito troveranno sempre maggiori opportunità di impiego e sviluppo.  I corsi andrebbero progettati con una parte teorica in aula con docenti universitari ed una cospicua parte pratica in campo con i più aggiornati strumenti di rilievo e restituzione (total station, laser scanner, droni, gps, livelli), al fine di consentire l’acquisizione delle capacità di analisi, gestione e progettazione per l’esecuzione di lavori nei diversi settori di applicazione della geomatica. Ogni corso dovrebbe prevede un esame finale che consenta una certificazione delle competenze acquisite.

È ormai a tutti noto che stiamo attraversando un'epoca in cui l’innovazione digitale sta travolgendo tutto il settore dell’informazione geografica con trasformazioni che stanno rivoluzionando questo specifico settore industriale e dei servizi.
Il recente fascino esercitato dai veicoli a pilotaggio remoto sui topografi nasce sicuramente dalla possibilità di poter effettuare riprese “aerofotogrammetriche” ora alla portata di tutti.

Sono quindi sorte impellenti esigenze culturali e tecniche dei professionisti del settore che erano a diverso livello nel mondo dell’immagine, della cartografia, della documentazione del territorio, del mondo costruito e dei beni culturali che hanno inglobato in questo dominio applicativo le tecniche e le applicazioni della robotica o dei sistemi SAPR, generando una impellente richiesta di personate che possieda queste competenze.

Il dramma di tutto ciò è che l’incompetenza e la mancanza di informazione, che spesso pervade avventurosi esploratori che credono di aver scoperto l’acqua calda, ci porta ad una dequalificazione dei prodotti del rilievo spesso incontrollata.

In questo scenario internazionale in rapidissima evoluzione, era lecito aspettarsi che qualcuno avrebbe tentato di inventare qualcosa di alternativo anche alla classica coppia di valori Latitudine, Longitudine. Sostituire i valori numerici delle coordinate classiche con una combinazione di parole è quanto sta tentando di realizzare su scala planetaria what3words, una società che individua qualsiasi posizione sul globo (con l'approssimazione di 2 metri), con una combinazione unica di 3 parole. La tecnologia si basa su una griglia del mondo fatto di 57.000.000 milioni di quadrati di 3 metri x 3 metri.

La società what3words, di cui sentiremo parlare nei prossimi anni, fornisce una metodologia “più vicina al comune linguaggio umano” per individuare un'area sul nostro pianeta, un'alternativa amichevole alle tradizionali coppie di coordinate, pur mantenendo una precisione di 3 metri, adatta alla maggior parte delle esigenze di tutti i giorni. Infatti il sistema progettato da questa società americana propone, invece di digitare le stringe di coordinate 41.902915, 12.506640 o 41° 36’ 10,4941"N, 12° 30' 23,9038"E, più semplicemente di utilizzare una stringa di parole come “///saggio.lette.turni”  che per esempio ci porta a Roma Piazza della Repubblica.

Tutti i 57.000 miliardi di quadrati ampi 3m x 3m in tutto il mondo hanno ricevuto una etichetta unica di 3 parole.

Il direttore di what3words, ha affermato che si sentiva frustrato dal fatto che non esisteva un sistema di riferimento per la localizzazione che si potesse tenere in memoria facilmente e facilmente comunicabile a voce ad altri, così ha costruito un sistema che funzionasse bene sia per il linguaggio, che per l'udito, la stampa, il testo, le macchine e la memoria umana.

La sfida più grande sarà quella di arrivare a sostituire valori normali di riferimento della posizione nella vita di tutti i giorni, come ad esempio quando le persone utilizzano punti di riferimento.

Le principali applicazioni della tecnologia what3words risiedono nelle esigenze di comunicazione di luoghi che richiedono una precisione inferiore ai 3 m. Un W3W può sempre essere integrato con un numero di appartamento in edifici di grandi dimensioni e informazioni di indirizzo stradale, se l'utente ha bisogno di più contestualizzazione.

La portata dell’innovazione è alta e l’azienda che è stata creata sa di futuro, anche perchè la metodologia non è poi tanto nuova se si pensa al sistema dei fusi e delle zone UTM per i quali la notazione militare si basa su lettere miste a numeri.

Per il momento vi suggerisco che se volete venire a visitare la Fontana delle Naiadi a Roma dovete copiare questo indirizzo [ww.what3words.com/anello.vulcani.calcolo] sulla barra del vostro browser.

In maniera sempre più pervasiva l’informazione geografica riveste un ruolo molto importante e delicato: diventa lo strumento principale per capire cosa è accaduto e prendere decisioni. I dati rivestono pertanto un ruolo cruciale. La disponibilità di questi dati il prima possibile con la garanzia che siano corretti è un aspetto non banale.

Chi si occupa di tutela e salvaguardia dei territori e dei beni culturali, non può non avvalersi di sistemi informativi territoriali e molteplici sono i suoi campi di applicazione come il rilevamento architettonico e l'analisi strutturale degli edifici, la gestione e i controlli di esecuzione nell'ingegneria civile, il rilievo, monitoraggio e protezione del territorio, la cartografia etc etc.

Come affermava Antonio Cederna, un antesignano del giornalismo d’inchiesta per la tutela del territorio e Presidente di Italia nostra Roma, in un famoso articolo sul -Corriere della Sera del 1976,  “Non si può conservare e difendere ciò che non si conosce: è questa ignoranza che favorisce la degradazione che ogni giorno lamentiamo del patrimonio storico, artistico e ambientale”.

La “Lista Rossa di Italia Nostra” è una App, scaricabile da Play store o Apple store, attraverso la quale l’Associazione, con il contributo di soci o simpatizzanti, raccoglie ogni giorno denunce e segnalazioni dalle proprie sezioni e da cittadini attenti e responsabili, di beni comuni o paesaggi in abbandono o bisognosi di tutela, siti archeologici meno conosciuti, centri storici, borghi, castelli, singoli monumenti in pericolo. Gli elenchi dei beni culturali manchevoli di un’appropriata manutenzione e a rischio sono molti, testimoniando l’urgenza di pensare a come difendere questo immenso patrimonio da superficialità e incuria.

Nel 2019 Italia Nostra Roma lanciava l'allarme con numerosi appelli alle istituzione per la situazione che si è ingenerata a causa dell'invasione partita del sud Italia e  arrivata fino a Roma di un insetto molto aggressivo, la Toumeyella Parviconis la cosiddetta Cocciniglia  tartaruga del Pino per la particolare morfologia del corpo delle femmine adulte, che ricorda un carapace di tartaruga e per essere infeudata al genere Pinus.
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Con una nuova app denominata “Alberi nostri” la sezione di Roma di Italia Nostra Onlus sta progettando una nuova applicazione, ora in fase di beta test, attraverso la quale, con il contributo della cittadinanza, effettuare il censimento di tutti i Pini della capitale affetti dalla, presenza di questo parassita e contestualmente monitore il taglio delle alberature storiche delle città, da parte dei comuni, che in maniera massiva stanno abbattendo in tutta Italia, gli alberi a rischio di crolli, spesso in totale assenza di certificazioni, redatte da parte di periti botanici o forestali che ne attestino la reale pericolosità ai danni della cittadinanza.
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I dati così raccolti saranno messi a disposizione delle municipalità per consentire alle stesse di Informare i cittadini, con sistemi ad alto valore tecnologico, su come ed in quale modo si sta trasformando il territorio in cui tutti noi viviamo. L’informazione sulla gestione del verde urbano rappresenta un alto esercizio di democrazia, di condivisione delle scelte e di cittadinanza attiva.



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